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Carteggi (dal XVI al XVIII secolo) Print

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Ippolito II d'Este, impegnato nelle missioni diplomatiche in Francia (1536-1549, 1562-1563), è stato un testimone di primo piano degli eventi di corte, tra Fontainebleau e Parigi, e delle imprese artistiche volute dal re Francesco I (si pensi alle spedizioni romane di Primaticcio); il duca di Ferrara ne era intanto puntualmente informato, grazie ai propri ambasciatori. La corrispondenza diplomatica si offre così come fonte preziosa, perché obbediva a precise esigenze di informazione politica, anche quando, al rientro dalla Francia, Ippolito d'Este, stabilitosi presso la corte pontificia, darà l'avvio alle imprese della villa di Tivoli e dei giardini del Quirinale. I carteggi tra i principi di Modena e i numerosi referenti romani, nel corso dei secoli XVII e XVIII, permettono di seguire le diverse fasi della difficile gestione della villa tiburtina, sullo sfondo dei principali eventi politici e culturali sui quali la Casa d'Este esigeva le più attente informazioni.


1562, Lettere del cardinale Ippolito II d’Este a San Carlo Borromeo in materia di immagini sacre

(Negociations ou lettres d’affaires ecclesiastiques et politiques escrittes au pape Pie IV et au cardinal Borromée, depuis canonizé Saint, par Hyppolite d’Est, cardinal de Ferrare, Legat en France, au commencement des guerres civiles. Traduction du manuscrit italien, où dans les principales annotations, adjoustées à la marge, se voit la grande conformité de ses memoires avec ceux de l’Histire de H.C. Devila, A Paris, chez Simeon Piget, 1658).


Last Updated ( Tuesday, 19 June 2012 )
 
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