| Collezione Colombaria |
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Presso l’Accademia Toscana di Scienze e Lettere “la Colombaria” è conservata una piccola collezione di Disegni e Stampe, circa un migliaio di pezzi tra fogli di antichi maestri, calcografie e litografie di più recente acquisizione. Tale raccolta si è costituita grazie a singole donazioni da parte dei soci che partecipavano alle sedute accademiche; il numero più cospicuo dei pezzi proviene però dalle così dette tramogge, allegate agli Annali, che testimoniano come la grafica fosse utilizzata a fini documentari e informativi. Un arricchimento successivo venne infine dalla donazione della libreria di Alessandro Rivani nel 1836 che comprendeva anche un ricco nucleo di materiale grafico. Tale collezione ha trovato una sistemazione organica nei primi anni del Novecento grazie all’intervento di Pasquale Nerino Ferri, socio anziano dell’Accademia, sistemazione di cui però non restano tracce se non una numerazione a matita blu, o talvolta a lapis, riportata in genere nell’angolo superiore destro dei fogli. Malgrado ciò, ricostruire l’organizzazione della raccolta così come era stata pensata da Ferri, è attualmente impossibile a causa della ripartizione in sezioni tematiche e delle lacune presenti nel fondo. Unica testimonianza dell’attività del Ferri presso l’Accademia, è un breve elenco di ritratti su carta azzurra di Ottavio Leoni, un corpus di 100 pezzi, che venne restaurato nel 1917 sotto la supervisione del funzionario e socio colombario, Giovanni Poggi e di Pasquale Nerino Ferri. In occasione di questi restauri furono tolte piccole toppe di carta applicate sul verso dei fogli che coprivano il nome del personaggio ritratto; Ferri ne trasse questo breve elenco. I documenti di questa campagna di restauro si trovano oggi presso l’archivio storico delle Gallerie fiorentine, e la Colombaria custodisce la collezione dei ritratti. Si ricordi che l’interesse per i disegni e le stampe nell’ambito dell’Accademia è documentato anche dalle numerose annotazioni negli Annali e negli Spogli di Andrea da Verrazzano, detto il Tarpato, relativi al periodo 1735-1752, che costituiscono una fonte preziosa per comprendere il rapporto tra erudizione, Istituzioni culturali e collezionismo privato. IN CONSULTAZIONE:
(sezione a cura di: Vaima Gelli) |
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 15 giugno 2010 ) |


