Ad alimentare la fama europea della Villa d'Este di Tivoli e a tenere vivo, nello stesso tempo, il ricordo delle ricerche che Pirro Ligorio aveva compiuto sul territorio tiburtino, contribuirono, tra Cinque e Settecento, le innumerevoli testimonianze di viaggiatori, italiani e soprattutto stranieri (da Montaigne a Winckelmann) letterati, filosofi, mercanti, antiquari, artisti attratti di epoca in epoca dalla ininterrotta forza di seduzione che il paesaggio circostante esercitava, disseminato di monumentali ruderi di età imperiale.
- 1671 La Villa D’Este di Tivoli nella descrizione di Athanasius Kircher: Athanasii Kircheri e societate Jesu Latium, id est nova et parallela Latii tum veteris tum novi descriptio qua quæcumque vel natura, vel veterum Romanorum ingenium admiranda effecit, geographico-historico-physico ratiocinio, juxta rerum gestarum, temporumque seriem exponitur et enucleatur, Amstelodami, apud Joannem Janssonium a Waesberge et Hæredes Elizei Weterstraet, 1671 - PDF pubblicato ottobre 2007
- 1752-1753 Stima delle statue della villa d’Este di Tivoli eseguita dal perito antiquario Gaetano Cartieri, 1752-1753 (Modena, Archivio di Stato, Camera Ducale, Fabbriche e Villeggiature, 72) - PDF pubblicato agosto 2007
(sezione a cura di: Carmelo Occhipinti)
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 23 giugno 2011 )
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