
  
IV. Gabinetto delle medaglie [c. 114v]
Si ritrovano qui n. 3000 tra pezzi di gemme intagliate e 12 mila medaglie in serie, di vari metalli, con numero infinito di medaglie di provincie in massa; il più grande e numeroso museo di Europa ordinato e distribuito da Sebastiano Bianchi, mio padre, dopo avere consunti anni 20 a studiare sotto i primi antiquari di Europa. I quadri sono tutti notati per ordine, con il suo nome di autore e istoria sopra le piante, si che noterò quelli che hanno o critica o qualche istoria, perché nominarli tutti è superfluo, e ne l’istesso modo mi conterrò negli altri Gabbinetti. Nel quadro grande di Giusto Suttermans rapresentavisi l’Omaggio prestato al Granduca, la prima figura che rappresenta di far l’arringa è il ritratto del celebre Auditore Cavallo, maniera vasta ma languida. Una Venere che pettina Amore, buon quadro, di colorito aggradevole, ed è opera di Giovanni da San Giovanni. Il Fariseo che mostra la moneta a Cristo di Carletto Cagliari, figlio di Paolo Veronese, bella disposizione di figure, forte colorito e buon disegno. Leonardo da Vinci, l’Adorazione de’ Magi, cosa rara e bella per sua mole, è colorito, ma non è finito. San Luigi a l’altare, di Carlo Dolci, è parlante, ma nel colorito rimane poco rilevato, e credo per sua grandezza non solita da Dolci maneggiarsi. Questa stanza fu finita nel 1734 dalla Serenissima Eletrice Palatina, e le medaglie per deposito vi furono collocate nel 1737 dopo la morte del mio genitore. Lo sfondo di mezzo è del Ferretti, ancora vivente, che ci ha dipinti alcuni simboli a tale principessa allusivi, che il nome portava di Anna Luisa.
|