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Inventari (1535-1753) Stampa
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I numerosi inventari patrimoniali di Ippolito d'Este erano stilati alla vigilia e alla conclusione dei suoi vari trasferimenti tra Italia e Francia, tra Ferrara e Roma, a iniziare dal primo inventario, redatto nel 1535 allorché il giovane prelato si preparava a stabilirsi alla corte dei Valois e la famiglia ducale gli offriva la possibilità di scegliere per sé alcuni dipinti, fino ad allora appartenenti alla cosiddetta guardaroba del Castello Estense, perché egli potesse assicurarsi un decoro adeguato al proprio rango di ambizioso prelato che rappresentava in Francia la cultura ferrarese. Gli inventari relativi agli arredi del palazzo e dei giardini di Tivoli, tra XVI e XVIII secolo, offrono un'idea di come si andasse trasformando, sullo scenario dei mutamenti epocali, la percezione della villa, che pure rimaneva fino a tutto il Settecento uno dei monumenti di età manieristica più famosi.




(sezione a cura di: Carmelo Occhipinti)

Ultimo aggiornamento ( martedì 28 giugno 2011 )
 
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