| Napoli |
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Questa sezione ambisce a riunire insieme le principali descrizioni e guide della città di Napoli date alle stampe durante il Cinque, il Sei e il Settecento, o rimaste inedite e pubblicate in tempi più recenti. La raccolta, ispirata a criteri omogenei di trascrizione, consentirà di ripercorrere diacronicamente quello che fu il genere più rigoglioso della letteratura artistica meridionale nella prima Età Moderna, mettendone in valore la complessa e duratura stratificazione di lessico, di notizie, di topoi ecfrastici. Il lavoro è promosso, su invito di Memofonte, da alcuni docenti della sezione artistica del Dipartimento di Discipline Storiche dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli (Francesco Aceto, Francesco Caglioti, Paola D’Alconzo, Rosanna De Gennaro). IN CONSULTAZIONE:
IN ELABORAZIONE:
[^] Pietro de Stefano (floruit 1560)Tesoro di notizie rare su molti luoghi scomparsi della città, il volume pubblicato da Pietro de Stefano nel 1560 occupa una posizione perfettamente bifronte nella vicenda del genere delle descrizioni di Napoli. Per un verso, infatti, esso è ancora strettamente legato all’eredità umanistica quattrocentesca di Giovanni Pontano, da cui riprende il modello poetico dei Tumuli, trasformandolo concretamente in un corpus vasto e rappresentativo delle epigrafi funerarie napoletane “messe in opera”. Poiché tuttavia inserisce le iscrizioni entro ampie cornici topografiche e storiche dei loro siti espositivi, il volume si trasforma per un altro verso nella prima “guida sacra” di Napoli mai affidata alle stampe. In tal modo esso viene incontro alle nuovissime esigenze della cultura controriformistica, cui fornisce un modello che sarà ancora vitale in pieno Seicento, grazie alle rielaborazioni di Cesare d’Engenio Caracciolo e di Carlo de Lellis. IN CONSULTAZIONE:
[^] Giulio Cesare Capaccio (1552-1634)Cominciato a stampare nel 1630 (data che appare nel frontespizio), ma concluso soltanto nel 1634, Il forastiero offre al pubblico la sua cornucopia storica, geografica, antiquaria, artistica, attraverso la finzione letteraria di un dialogo tra un curioso visitatore della capitale del Viceregno (il “forastiero”, appunto) e un informatissimo napoletano (il “cittadino”). La materia, dipanandosi lungo il corso di dieci giornate di colloquio, divaga ben al di là dei limiti che ci si aspetterebbe dal genere delle guide, ma nonostante ciò, o forse proprio per ciò, Il forastiero ha avuto nei secoli la fortuna di uno strumento da viaggio di straordinario spessore culturale. Costituisce una sorta di appendice al volume un dialogo sull’eruzione del Vesuvio verificatasi nel dicembre del 1631. IN CONSULTAZIONE:
[^] Carlo de Lellis († 1689 circa)Opera a stampa tra le più antiche di uno degli eruditi più instancabili e più solidi del Seicento napoletano, il Supplimento di Carlo de Lellis si propone di emendare e soprattutto di aggiornare l’importantissima guida sacra all’antica capitale del Regno meridionale data alle stampe più di trent’anni prima da Cesare d’Engenio Caracciolo (1623). Il lavoro, condotto mediante una verifica puntuale dei molti siti e monumenti ricordati, e soprattutto delle fonti d’archivio ad essi connesse, può considerarsi un saggio anticipatorio dell'assai più ambiziosa Aggiunta alla Napoli sacra dell’Engenio, cui De Lellis lavorò nei trentancinque anni successivi, lasciandola manoscritta e incompiuta alla sua morte (1689 circa). IN CONSULTAZIONE:
[^] Pompeo Sarnelli (1649-1724)
Pugliese di nascita ma napoletano d’adozione, vescovo di Bisceglia e copioso poligrafo, Pompeo Sarnelli dà per la prima volta alle stampe la sua Guida de’ forestieri curiosi di vedere […] Napoli nel 1685, quando le descrizioni della città e del Regno meridionale hanno ormai alle spalle una lunga e robusta vicenda. Ciononostante, quest’opera è la prima che riesca a far confluire all’interno di un volumetto assai maneggevole una massa sintentica, ben scelta e ben organizzata dei dati di storia, d’arte, di paesaggio e di costume che importano al visitatore cólto. Ad accrescere l’interesse dei “curiosi” è per la prima volta un nutrito corredo di illustrazioni dei principali mirabilia, interfoliati in piene pagine all’interno dei vari capitoli. Da qui, anche, il successo della guida, più volte aggiornata e ristampata – pure in francese – fin verso la fine del Settecento. A torreggiare su ogni altro tema resta nel libro la “Napoli sacra”: ma a partire dalla riedizione del 1697 il Sarnelli e il suo editore Antonio Bulifon le affiancheranno abilmente una nuova Guida de’ forestieri curiosi di vedere i Campi Flegrei. IN CONSULTAZIONE:
[^] Carlo Celano (1617-1693)Stampate nel 1692, ma lungamente elaborate nel corso dei decenni precedenti (e concluse in molte parti già negli anni ottanta), le Notitie del bello, dell’antico e del curioso della città di Napoli per i signori forastieri date dal canonico Carlo Celano napoletano, divise in dieci giornate, sono l’opera periegetica più ampia, variegata e significativa mai dedicata da un solo scrittore alla capitale del Regno meridionale. Frutto di un tenace sforzo di documentazione condotto sulla letteratura manoscritta e a stampa e sulle carte d’archivio, e specialmente sull’autopsia dei luoghi e dei monumenti, il patrimonio di conoscenze messo insieme da Celano avrebbe fornito per oltre un secolo la base principale a ogni altro testo guidistico su Napoli: ma lo sforzo dei nuovi autori sarebbe stato perlopiù di ridurre in pillole le appassionate e generose descrizioni e narrazioni ritrovate nella loro fonte. Accanto a questa fortuna dissimulata e avvilita, le Notitie di Celano ne avrebbero avuta una più ufficiale e appagante di riedizioni aggiornate (ben tre nel Settecento), sino a quella data alle stampe tra il 1856 e il 1860 da Giovan Battista Chiarini, responsabile di un apparato integrativo non meno cospicuo del testo originario. Ancora nel secolo scorso l’opera di Celano ha conosciuto, unica fra le guide napoletane pre-ottocentesche, una ripubblicazione non anastatica (1970).IN CONSULTAZIONE:
[^] Domenico Antonio Parrino (1642-1716)La Napoli città nobilissima del Parrino, attivissimo e fortunato editore prim’ancora che scrittore, inaugura il Settecento delle guide partenopee con un agile formato in 12°, nel quale confluisce una vasta congerie di notizie di seconda mano, estratte a man bassa dalla più accreditata letteratura periegetica, storica ed antiquaria locale dei due secoli precedenti. Il dettato è spesso frettoloso e involuto, e non di rado ingenera madornali sviste di dettaglio: ma i due volumetti, non a caso più volte ristampati ed aggiornati sino al 1754, si segnalano tra i più antichi esempi meridionali di guida turistica cittadina nell’accezione tuttora corrente. IN CONSULTAZIONE:
[^] Giovanni Carafa duca di Noja (1715-1768) e Niccolò Carletti (1723-1769 circa)Monumento dell’illuminismo meridionale, la Mappa topografica della città di Napoli e de’ suoi contorni fu fortemente desiderata ed avviata nel 1750 da Giovanni Carafa duca di Noja e, dopo la sua morte, rifinita e stampata nel 1775, in 35 tavole, per cura di Giovanni Pignatelli. Le didascalie che l’accompagnano forniscono “non già un indice topografico, ma un’accorciata spiegazione storiografa dell’antico e del moderno” della città (così come si esprime l’architetto Niccolò Carletti, loro redattore), che collaziona un gran numero di notizie, peraltro non sempre attendibili, da guide e testi storici. Serbando memoria dell’antica toponomastica urbana, tale “spiegazione” s’impone come fonte necessaria per le ricerche su un territorio drammaticamente modificato fra Otto e Novecento; sulla sua base, e con l’aggiunta di estese note erudite, Carletti pubblicò in volume una Topografia universale della città di Napoli (1776). È parso opportuno anteporre alla “spiegazione” la Lettera [...] sull’utilità e gloria che si trarrebbe da una esatta carta topografica della città di Napoli, redatta ma non firmata dal Duca di Noja e pubblicata nel 1750: appassionato manifesto intellettuale, essa è indispensabile alla comprensione dell’ambiente in cui nacque la mappa. IN CONSULTAZIONE:
e di séguito
[^] Giuseppe Sigismondo (1739-1826)I tre tomi della Descrizione della città di Napoli e suoi borghi, pubblicati fra il 1788 e il 1789, sono l’opera di un versatile poligrafo e musicista, attivo come bibliotecario, archivista e copista presso alcune tra le principali istituzioni musicali napoletane in uno dei periodi più alti della loro storia. Benché gli interessi musicali dell’autore si facciano spesso strada tra le pagine della Descrizione, quest’ultima è una guida che raccoglie e presenta la molteplice materia corografica e periegetica in modo equilibrato e ben distribuito. I volumi di Sigismondo, nello stesso tempo ampi e agili, offrono perciò una summa aggiornata della tradizione guidistica napoletana, imponendosi come la più utile rappresentazione della capitale del Regno alla vigilia della Rivoluzione francese e della caduta dei regimi antichi. IN CONSULTAZIONE:
(sezione a cura di: Francesco Caglioti) |
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| Ultimo aggiornamento ( giovedì 23 febbraio 2012 ) |


