Data: 20 07 1862
Mittente: Piaggio Luigia
Luogo Mittente: Recco
Destinatario: Mussini Luigi
Luogo Destinatario: [Siena]
Tipo Documento: Lettera
Trascrizione: Pregiatissimo signor Mussini, vengo di arrivare a Recco e vedo con piacere dalle due grate sue che qui trovo come la sua salute è ora discreta. La ringrazio infinitamente di quei lucidi i quali mi saranno molto utili. Avevo avuto dei gessi piuttosto buoni ma non erano però sul vero e quei pochi segni sul verso mi aiuteranno assai più. Prima d’altro le spiego il ritardo nella mia gita, la zia si è ammalata piuttosto seriamente per cui feci tornar la mamma e presi io il suo posto per poterla vegliare ed assistere ciò feci appena ebbi impostata la mia che scrissi ignorando il più serio male della zia. Fu una gastrite, male ch’ella pur troppo conosce. Ho avuto la consolazione di vederla migliorar subito e vengo di lasciarla senza febbre. Rimase in sua compagnia un’altra nipote venuta pure da Genova. Avrei voluto rimaner ancora ma la zia che conosceva quanto ero aspettata e desiderata a Recco non volle proprio che rimanessi di più se la febbre avesse continuato avrei fatto a modo mio, ma il miglioramento mi fece condiscendere a contentarla per non far peggio. Io ero proprio in pensiero per la zia perché oltre il male è di una estrema malinconia, i suoi occhi ed i figli ne sono causa per gli ultimi è ora tranquilla per una lettera ricevuta tra l’altro colle più belle e fondate speranze. Quanto ai primi è impossibile non stia triste, da consulti fatti risultò che già le è cominciata la cataratta! essa lo sa e lascio pensare a lei se può esser lieta, però l’operazione a suo tempo può ancor renderle la vista per cui peggio sarebbe la gotta severa che noi temevamo. Il Dottore spera ancora guarirla perché recenti scoperte provano che si guarisce ad ogni modo la zia così sola non può più stare, io scrissi ancor in armonia e penso verranno. Se le scrive (cosa che gradirà certo) non le parli di ciò che temiamo per i suoi occhi perché il parlarne accresce la sua malinconia. Io sono nel palazzo Ansaldo dalle sorelle di mio cognato perché la villeggiatura essi la fanno da metà agosto a metà settembre; qui in riva al mare coi monti alle spalle è una delizia e questa buon’aria farà bene anche a me acquisterò viva forza per resistere a tutto ciò che vado incontro. Ora in questa bella quiete spero migliorare le mie figure, sono esse al vero e lo spazio in larghezza sarà bene due metri e mezzo. Intanto con questo lavoro acquisterò pratica. Appena eseguite queste due tornerò a Genova per fare i cartoni delle altre due ed intanto vedrò la signora Adele. Mi dispiace la sua malinconia e sì per prova come i tristi pensieri minano l’esistenza ma ella è ingiusta su se stesso se poco è contento del modo con cui ha passato la vita, si è fatto un nome ha fatto il nome di molti e colla sua esperienza ha fatto strada a chi la cercava sono queste soddisfazioni che possono bilanciare qualche pena, ma pur troppo in questa misera vita non ci è connessa felicità se ciò fosse dimenticheremmo la patria celeste che ci aspetta. Ciò ripeto spesso a me stessa ne so con qual frutto! Prima di terminare sul muro le scriverò mi ripeto intanto sua devota obbligata scolara Luigia Piaggio. Recco 20 luglio
Collocazione: Collezione privata, s.n.
Bibliografia: Inedita