Data: 27 10 1868
Mittente: Mussini Luigi
Luogo Mittente: Siena
Destinatario: Guasti Cesare
Luogo Destinatario: [Prato]
Tipo Documento: Lettera
Trascrizione: Caro cesare, puoi credere se mi sono piaciute le parole di mosignor Limberti. Oltre il piacere che vi può trovar l’amor proprio o la vanità del pittore, vi è quello che si prova quando v’è chi si pronuncia per certi principi che dai più sono messi sotto i piedi. Io ho svilleggiato; non senza dire con un sospiro: felici voi che zappate la terra in santa pace e vi godete la quiete santa dei campi!! Io me ne trono alle uggie, alle malinconie della città. Quel certo Cambi maestro muratore, il vessillifero della cricca ha stampato una proposta al Consiglio provinciale, in cui, all’appoggio del Pianigiani, morto, e del Pantanelli, si propugna una trasformazione dell’istituto nostro in Istituto tecnico artistico, con soppressione, s’intende del direttore, e cattedre per gli amici. Si dice che l’istituto ha fatto cattiva prova per le belle arti, che il Visconti, scolaro del nenci (tu lo credevi mio) ed il Cassioli sono i soli pittore usciti di qui, ma perché andarono a Roma a studiare; ed altre bugie e nefandezze. Come vedi la guerra va son train. Bella cosa mi rimandassero a casa, con la paga o anche mezza paga! Mi sentirei più leggero lontano da questa puzza. E tu siei forse già tornato alla catena. La fotografia del san Crescenzio l’ha fatta Andreotti, che sta in Parione al n.1, ultimo pino. Non dubito che abbia caro di venderne se gli vengano chieste, avendone da me come lo ebbe, il permesso. A me le ha fatte lire 1,50. Consegnia a Scipione il tuo quesito e disse che ti avrebbe risposto. Di Sandro non ho altre nuove. Ma non tarderà molto a tornare. Addio. Credimi tuo affezionato amico Luigi Mussini. Siena, 27 ottobre 1868
Collocazione: Collezione privata
Bibliografia: Carteggi di Cesare Guasti 1985, p. 296