Data: 26 03 1869
Mittente: Mussini Luigi
Luogo Mittente: Siena
Destinatario: Giusti Pietro
Luogo Destinatario:
Tipo Documento: Lettera
Trascrizione: Caro amico, l’altro giorno ti scrissi dal letto, colla testa sbalordita dalla romba, e col proposito di dirti quanto eravamo dolenti Adelina ed io di saperti afflitto da quella benedetta palpitazione di cui non sapevamo affatto avessi sofferto altra volta. E poi…. Scrissi di tutto fuor che di questo nostro dispiacere. Poi chiusa la lettera e spedita me ne accorsi, e me l’ebbi proprio a male. Ma tu avrai capito che il male stava nella testa e non cuore. Ora però mi consola sentire che trovi giovamento in quelle pillole. Già in oggi tutti hanno sconcerti di cuore, il più delle volte per causa nervosa. E se fosse vero che nel comune è mezzo gaudio, avresti di che stare allegro. Ti augurò però miglior motivo di esserlo, di tornare cioè presto in perfetta salute. Io non so affatto chi sia che scrive quegli articoli sugl’intagliatori senesi. Vivo talmente fuor dal mondo che è più facile sappia ciò che accade alle Indie orientali che i fatti che succedono in Siena, e se non fosse che amo che sia cura di comprarmi i giornaletti del paese neppure avrei saputo di quegli articoli. Mi pare d’intendere da quanto mi scrivi che tu abbia data al Querci la cifra delle £ 256 intendendo che ci possa comprare l’opera del Gosi; e che il Querci abbia frainteso e creduto che quella cifra fosse pel solo intaglio. Essendo così la cosa, non ho difficoltà di fraintendermela col Querci dicendogli che ti avevo scritto e ciò che mi hai risposto. Quanto poi a defalcare qualcosa su quetsa somma stante che il quadro non mi è commesso, ti dico il vero che non lo accetto, essendo convinto di trovare esito al quadro, e buon esito se lo porto a Parigi, come ne avrei l’intenzione. Resta dunque che pago £ 256 senza deduzione alcuna. Che il Franci poi voglia contentarsi di 200 Lire in debito, se è vero che la doratura costa quanto la fattura. Egli ha detto 230 e forse terrà fermo. Ti ringrazio dello schiarimento datomi, utilissimo in quanto ha messo in chiaro l’equivoco incorso fra te e il Querci. La mia testa non va punto meglio è un gran tormento! Adelina ti saluta ed io ti stringo la mano col solito affetto Tuo affezionatissimo amico Luigi Mussini. Siena 26 marzo 1869
Collocazione: Copialettere, collezione privata
Bibliografia: Inedita