Scheda

Data: 25 05 1869

Mittente: Mussini Luigi

Luogo Mittente: Siena

Destinatario: Giusti Pietro

Luogo Destinatario: [Torino]

Tipo Documento: Lettera

Trascrizione: Carissimo amico, sono dunque sotto le ostilità col conte giurato relatore & &, e d’ora in là, spero, non gli farai più di quelle scappellature imbarazzanti, inzuccherate, che, a dirla, mi facevano scappar la pazienza. E lui che ti rimprovera di non aver detto che Egli aveva parlato del Bonzanigo nella sua Opera (!) come tu non sapessi di avergli dato prima il tuo manoscritto! Questo è magnifico! Non capisco ciò che dici; aver mandato nel giugno quello scritto all’Inglese: quale Inglese? Che l’hai ristampata in opuscolo o in un giornale la tua lettera al conte giurato? A sentir lui pare che non intenda darsela per intera. A sentir il Banchi col quale ne ho discorso ieri pareva intenzionato di pubblicare lettere tue, lettere di Parigi, di tutto l’universo e d’altri siti. Ma credo che non ne farà niente. Non ti ho mai parlato dell’onore che alcuni individui di questa città volevano fare al mio quadro facendolo bruciare come il S. Pietro Martire di Tiziano. Ma il martire vorrebbero che lo fossi io: però se sapessero quanto mi sento superiore alle loro vigliacche presunzioni, forse si darebbero per vinti. Non sono andato neppure a vedere quel buco fatto dalla fiamma di un Candeliere che stanco di star ritto pensò bene di mettersi a sedere mentre aveva la candela accesa. Fra centinaia di candelieri posti sopra più di venti altari, fu il solo che cedesse a questo impulso di stanchezza. Che candeliere intelligente e compiacente! Ma per l’appunto vi fu una donnina poco o punto istruita, che s’accorse dell’incendio che principiava tanto benino che neppure farlo apposta! E ingenuamente dette l’allarme e il candeliere fu rimesso sulle sue gambe e fortemente sgridato. Frattanto San Crescenzio si tiene la sua ferita. A ché medicarla s’egli va al martirio? Ad ogni modo se vorranno dargli il chirurgo, non sarò io quello, ne ho abbastanza delle mie innumerevoli ferite. Ti lascio avendo per le mani due lunghe relazioni di avere in pronto pei primi di giugno. È la Giunta di Belle Arti del Consiglio Superiore che mi affibbia degli affari da studiare e fare la relazione col mio parere per la prossima adunanza. Tante cose amichevoli alla signora Eugenia da parte nostra. Credimi tuo affezionatissimo amico Luigi Mussini. Siena 25 maggio 1869. Ho diviso il foglio perché l’avevo cominciato dalla 4° pagina. Sai nulla dei figliuoli del nostro povero amico Pucci?

Collocazione: Copialettere, collezione privata

Bibliografia: Agnorelli 2007, p. 59, nota 19; Agnorelli 2008a, p. 59, nota 44