Data: 21 03 1873
Mittente: Mussini Luigi
Luogo Mittente: Siena
Destinatario: Stiavelli Cesare
Luogo Destinatario:
Tipo Documento: Lettera
Trascrizione: lIlustrissimo signore, innanzi tutto mi sta a cuore di dirle con quanto compiacimento, fin dal giorno in cui fu letto il suo bel lavoro a questa sezione letteraria io sentissi apprezzata e lodata un’opera del mio non mai abbastanza rimpianto Visconti, un giovane artista che, per quanto non ancora universalmente noto, aveva già preso di diritto uno dei primi posti fra gli artisti contemporanei. Quanto poi io apprezzi il modo col quale ella trattava il subietto, ella, per sua bontà, mi porge la gradita opportunità di manifestarglielo. Conosco troppo la mia insufficienza per farmi giudice di sì pregevole lavoro; ma così alla buona le dirò che il modo col quale ella risolve la questione della maggiore o minore fedeltà alla tradizione nei soggetti religiosi, non solo mi sembra graditissimo, ma confuta opportunamente le strane teorie oggi prevalenti in una certa classe di artisti e di scrittori. Ho sentito a questi giorni lodare un artista perché, trattando un soggetto del Nuovo Testamento, egli si era, dicevasi, dilungato dalla tradizione per fare una vera e propria scena intima di famiglia. Eppure la tradizione è in tali soggetti niente meno che la poesia, come lo è nei soggetti fantastici della poesia ossianica, e perfino nelle superstizioni popolari e nelle novelle orientali. Credente o no, l’artista che spoglia il suo soggetto della sua veste poetica tradizionale, si priva volontariamente di un elemento altamente artistico, e ne falsa, com’ella egregiamente osserva, la essenza. Come della Vergine madre di un Dio fa una qualunque madre di famiglia, così di una poetica Ondine farà una fanciualla qualunque delle nostre campagne. È forse troppo ristretto il campo della prosa perché si debba arricchirlo di quanto spazia in quello della poesia? Sarò troppo ottimista; ma davvero io credo che il genio italiano non potrà mai far sua una estetica che mena dritto al volgare ed al prosaico. Sento pur troppo qual vento spiri! Ma i venti sono mutabili e il genio di un popolo non si muta. Basta! Sarebbe per me un piacere il discorrere a lungo con persona che in estetica artistica sente sì altamente; ma sono sulle mosse di paritre per Vienna: ho il tempo contato, e solo mi resta quello di porgerle distinte grazie pel modo onorevole col quale il mio povero nome figura nel suo scritto e di esprimerle i sensi di distinta stima coi quali ho il bene di dirmi Luigi Mussini. Siena, 21 marzo 1873
Collocazione: Copialettere, collezione privata
Bibliografia: Epistolario 1893, pp. 219-221; Mengozzi 1908, p. 160