Data: 19 04 1874
Mittente: Mussini Luigi
Luogo Mittente: Siena
Destinatario: Biagi Alessandro
Luogo Destinatario: s.l.
Tipo Documento: Lettera
Trascrizione: Egregio signore, le sono oltremodo grato del riserbo col quale le piacque rispondere alle dimande di quell’avviso per non dire singolare discendente del mio Nonno; come pure di avermene fatto inteso. Ed io non ne valgo per farmi torto avvisato il professor Biagi, il dotto critico musicale della Nazione e della Nuova Antologia al quale non ha guari presentai il mio lavoro per scrivere una monografia del Sarti, proposta ch’egli accolse con sommo gradimento, e quasi direi con riconoscenza: tanto che mi lusingo che in breve questa monografia la leggeremo appunto nella Nuova Antologia e tale come niuno meglio del Biagi saprebbe dettarla. Nell’annuario della pubbl[ica] istruzione il nome di quel signor Sarti de’ Camaldoli non trovasi al ruolo degl’impiegati dell’accademia di belle arti di Bologna. Forse deve intendersi che abita presso quell’accademia. In qual modo egli abbia saputo delle ricerche da me fatte davvero non l’intendo. Come ella bene accenna quest’amico superstite della discendenza di G[iuseppe] Sarti mostra nell’altro sapere dell’avo se non che nacque a Faenza, e a dire il vero è troppo poco. Al fotografo fiorentino non riuscì ottenere una riproduzione del ritratto alla grandezza desiderata, e dovemmo contentarci di queste piccole fotografie che neppure riproducono il quadro intiero. Comunque mal riuscita gliene accludo una copia, e se altre ne desidererà non avrà che a chiedere. Frattanto posso ora dirle confidenzialmente che mi sono fatto mandare dal fratello il ritratto, e che presto mi applicherò a trarne copia ad olio di grandezza uguale all’originale, copia di cui mi propongo fare omaggio alla città che diede i natali all’illustre maestro. Nella fotografia la soverchia accentuazione delle ombre e dei tratti del volto toglie alla fisionomia la dolce espressione di bontà che nell’originale sì bene risponde a quanto sappiamo dell’indole veramente angelica del Sarti. Ma spero che ella ve la ritroverà nella riproduzione a cui mi accingo. Che questo ritratto fatto dal vero e condotto dal valente pennello del Tonci, fosse somigliantissimo lo dicono e l’evidenza del dipinto, e l’asserzione delle Figlie di Sarti, e per anco la grande somiglianza che nei lineamenti di ambedue riscontravasi col ritratto stesso. E qui faccio punto per non tediarla maggiormente, e passo senz’altro a rassegnarle i sensi di distinta stima coi quali me le professo devotissimo e obbligatissimo servitore Luigi Mussini. Siena 19 aprile 1874
Collocazione: Copialettere, collezione privata
Bibliografia: Inedita