Data: 30 06 1862
Mittente: Mussini Luigi
Luogo Mittente: Siena
Destinatario: Piaggio Luigia
Luogo Destinatario: [Genova]
Tipo Documento: Lettera
Trascrizione: Gentilissima signora Luigia, ho visto con piacere un suo nuovo lavoro, ed eccomi a dirgliene il mio parere colla solita severità magistrale che non esclude la possibilità di sbagliare. Il concetto primitivo della sua figura è buono; nell’esecuzione però sembra esservi difficoltà e non aver pienamente espresso ciò che era certamente nella sua mente. È un poco mancante nello stile, nel carattere, cose più facili a dirsi che a definirsi e specialmente a mettere in pratica. Non posso che rimandarla ai stupendi tondi della Giustizia, Poesia, e più al gruppo della Giurisprudenza di Raffaello al Vaticano, nella quale appunto sono figure semi-sdraiate come la sua. Le riguardi, e veda come alla grazia muliebre è congiunta la forza, e il grande stile, e il carattere che si convengono ai miti allegorici. Frattanto osservo che la sua donna è cinta troppo in basso e come donna che porti il busto, ciò che le dà un ché di moderno, un ché delle nostre attrici che nella Fedra e nella Norma non hanno il coraggio di esser cinte come le donne antiche. Il panno sulle gambe mi pare poco legato assieme, e per spiegarmi meglio, dirò che simula come due larghi calzoni. Non temerei poi di farlo più ricco di pieghe. Preferirei non guardasse la sua bilancia, ma dritto davanti a sé. Quello sguardo è alto materiale che non è proprio di un essere astratto, ma dell’umana natura. Come ella dice le mani sono grandi, e più la sinistra ed il piede. Confesso che non saprei disegnare il nudo di quella gamba per combinarlo col movimento quasi verticale dei fianchi. E credo che andrebbe calato alquanto il piede facendo piegare il ginocchio, e voltando la gamba e coscia più di profilo. Quella spada oziosa mi dà noja, mi ricorda il fare dei secentisti; una spada si tiene in mano; voglio dire che se la Giustizia deve essere armata di spada, conviene che la impugni. Qualunque sieno i suoi simboli debbono essere attivi sempre. È questa se vogliamo una sofisticheria, ma a cosa vergine varrebbe, credo, la pena di pensarvi. Ecco le mie critiche, di cui la parte migliore è quella di raccomandarle lo studio di quei miracoli d’arte della Giurisprudenza, dei 4 tondi, e della Saffo del Parnaso. Godo di sentire buonissime nuove della salute della sua signora madre. Pur troppo non è così della povera signora Luigia. Vorrei scriverle ma non vorrei si credesse in dovere si rispondermi. Frattanto le dica mille cose amichevoli per me, come pure mi ricordi al signor Piaggio e a tutta la sua famiglia. Mia sorella darà l’anello nei primi giorni di agosto e partirà subito per Genova. Spero che avranno così occasione di fare più intima conoscenza. La famiglia è andata ieri al Forte dei Marmi presso Seravezza pei bagni di mare. Io spero andarvi in breve per 8 giorni: la mia salute mi dà un poco di tregua. È tanto di guadagnato. Sto ultimando quella replica dei Parentali di Platone. La pittura è difficile, ma credo che difficile è pure il convertirla in quel vile metallo di cui abbiamo tanto di bisogno. Non mi accusi di amarlo: quelli che l’amano ne hanno. Mi creda con vera stima Suo devotissimo servo ed amico Luigi Mussini.
Collocazione: Collezione privata, s.n.
Bibliografia: Epistolario 1893, pp. 134-135