Scheda

Data: 12 05 1569

Intestazione: Stefano Degli Alli a Francesco de' Medici

Segnatura: ASF, MP 541A, c. 579

Fonte: Illustrissimo et Eccellentissimo Signor mio, Questa serrà la terza che averò scritta a V.E.I.: la prima del 25 del passato, la seconda del 7 del presente e tutte del medesmo tenore, non essendo per altro che per aver la resoluzione de V.E. se la se contenta che se recevino le anticaglie, che tiene Monsior Garimberto de V.E. e del nostro Cardinale, in quel modo che ce lle vol consegniare dicendoce in verità che quelle che ce ha mostrate son tutte quelle che lui ha ne le mane de monsior de Pavia e così credo che sia. Ma perché non troviamo l'intiero riscontro, secondo l'inventario di V.E.I., Messer Diomede Lioni e io ce risolvessimo de non receverle senza la voluntà del nostro Cardinale, il quale, dopo avere inteso il tutto me comandò che io ne dovessi avisare V.E., sì come ho fatto, acciò Vostra Eccellenzia, piacendogli, avisi l'animo suo che di tanto si contenta Sua Eccellenza Illustrissima e Reverendissima. Ora per insino al presente non c'è aviso di V.E., però non so quel che me possi fare non avendo ancora in ordine cosa alcuna, per non me trovare in mano le dette anticalglie solo per le cause come ho detto di sopra. Tutto dico perché di già è arrivata la barca che V.E. mandò al Cardinale Montepulciano: pertanto torno a suplicar V.E.I. che ne vogli far grazia de farme intendere la sua voluntà, acciò possi eseguire il suo ordine. Non voglio mancare di replicarli di novo per mia sadisfazione, che secondo il parere de Monsior Garimberto e de Messere Diomede Lione e mio ancora, che se V.E. vorrà che se li mandino tutti quelli pezzi che li tocherano, se li manderanno molti de esse che costerà più la incassatura e portatura, che loro stesse, si che di questo desidero ancora de intendere la sua voluntà. Con tutto ciò io farrò quanto la me commandarà e perché il Cardinal Montepulciano ha de già imbarcate tutte le sue anticaglie e non si aspetta altro per espedire il barcarolo, che l'aviso di V.E., desidero pertanto che la se contenti de farme assapere quanto prima la sua voluntà, acciò possi espedirse de qui il barcarolo. Né mancarò in questo tempo de far quanto posso con il nostro Cardinale, che ordini che il detto barcarolo non se parti de qui senza che non sia auto il suo aviso perché subito per me serrà espedito. Facendo fine con pregar Dio Nostro Signore, che sempre la feliciti e me conservi in bona grazia di V.E.I.. Di V.E.I. ubligato servitore Stefano Lalli. Di Roma il 12 di maggio 1569.

Bibliografia: Barocchi-Gaeta Bertelà 1993, pp. 29-30 numero 27.