Scheda

Data: 27 05 1569

Intestazione: Giovanni Ricci a Bartolomeo Concini

Segnatura: ASF, CdA, I, c. 67

Fonte: Molto Magnifico Signore come fratello, La scusa che V.S. fa di non mi aver risposto così presto, come saria stato il suo desiderio, ancor che è superflua, mi è stata però accetta e molto grata. Ben mi duole della prima causa, pur vuò sperare che a questa avrà ancor dato de' calzi, che piaccia a Dio che così sia. Quando le anticaglie saranno giunte, avrò a caro che V.S. me ne dia aviso. Della pregnanza di S.A. io ne ho sentito e sento grandissimo piacere e prego Nostro Signore Idio che gliene dia un bello figlio maschio; che è quanto mi occorre di dire a V.S. per risposta della sua di 23 risponsiva ad un'altra mia con proferirmeli al solito e stia sana. Di Roma li 27 di maggio del LXIX. [P. S. autografo] Del negozio che io li scrissi già e che ne ho auta sua risposta, non accade per ora dir altro, salvo che, se verrà la occasione, non si mancherà di fare ogni bono officio senza preiudizio di persona. Come fratello Il Cardinale Montepolciano. Postscritta: Avendo inteso Sua Santità che io facevo un bello apparato di anticaglie in casa mia, m'ha fatto intendere per Monsignore Datario, che io non lo faccia, né in casa, né al giardino, non convenendo tal cosa a un cardinale di 74 anni. E questo è stato il padre spirituale; che io scrivo nella lettera, che non ho voluto che nessuno sappia che questa mutazione che io ho fatto delle prelibate statue, sia se non per ricordo del mio padre spirituale. Non so ancora interamente la volontà di Sua Beatitudine perché da parecchi giorni in qua non so' andato a Palazzo per un poco di male che ho a un piede. Come io parli con Sua Santità saperò meglio qual sia l'animo suo e con questa occasione l'affrontarò io, perché faccia grazia di qualcuna a Sua Eccellenza e la terrò avisata di quello succederà. Di V.S. come fratello Il Cardinale Montepolciano.

Bibliografia: Barocchi-Gaeta Bertelà 1993, p. 31 numero 28.