Scheda

Data: 16 06 1569

Intestazione: Giovanni Ricci a Bartolomeo Concini

Segnatura: ASF, CdA, I, c. 73

Fonte: Molto Magnifico Signore come fratello, Alla sua ultima de XIII, non ho molto che dire, salvo che mi rimane una taula alta XI palmi e larga octo, dico taula biancha da raccamarla poi di quelle cose belle che avete di là, che io per mancamento di materiali non l'ho fornita mai, ma li ho ben fatto le fascie over cornice intorno di un bellissimo verde, che comparirà assai bene, come sia pulito. E se comparirà barca nissuna per altri affari, ce la consegnarò. Credo che il marmo di questa taula sia greco, ritrovato poco tempo sotto d'uno arco antico. Desidero sapere se quelle due mostre di marmo che io mandai ultimamente, voi le giudicate esser di marmo greco, o vero l'avete per marmo di Carrara, perché gli altri pezzi che io fo tuttavia segar, li guardo per Sua Eccellenza, mentre non mi direte altro. Quel particolare che io scrissi nella mia de VI ho piacere che non sia stato communicato col Signor Duca, perché ho detto all'Illustrissimo Cardinale de' Medici nostro padrone, qualche cosa di più di quello che io scrissi, accioché, considerato il tutto, si facci quello che più piace a Sua Eccellenza Illustrissima. Però mi voglio assicurare ch'el nostro Cardinale non se lo scordi. Sua Santità che prega sempre Idio che aiuti la sua chiesa, conosce ancora che gli omini sonno obligati a non dormire, ma aiutarsi da ogni banda. Vedo similmente che la provisione de' danari fa grandissimo effetto e perché in Francia c'è mala comodità di farne somma notabile, come conviene a una grossa guerra, come è questa di Francia, ho messo io in ragionamento ch'e francesi farebbero bene a dar ai Genovesi il Marchesato di Saluzzo, perché valendo trentamila ducati l'anno ne porrian cavar un milione d'oró. Sua Beatitudine mi rispose ch'el ricordo era bono e crederia che la cosa fusse fattibile se non fusse che tra l'uno e l'altro c'è non solo poco amore, ma grande odio, con soggionger che a ogni altro farian miglior partita..Valete bene. Di V.S. come fratello il Cardinale Montepolciano. Roma 16 di giugno 1569

Bibliografia: Barocchi-Gaeta Bertelà 1993, pp. 31-32 nota.