Scheda

Data: 2 09 1569

Intestazione: Giovanni Ricci a Bartolomeo Concini

Segnatura: ASF, CdA, I, c. 88

Fonte: Molto Magnifico Signore, come fratello, La presente sarà per far ridere V.S. Non avendo occasione di altre facende, come già le scrissi, volendomi dare un poco allo spirito, mi ero spogliato di tutta l'anticaria. Non molto di poi mi fu detto che Sua Santità aveva donato a diverse persone et in diversi tempi vinti, delle miglior anticaglie che fussero nella vigna di papa Giulio, et io che non lo credevo volsi andar a chiarirmene e trovai che purtroppo era la verità et essendo in cocchio con il tesoriere, lo pregai che dicesse a Sua Santità che ne facesse grazia a me ancora d'un paio attento massimo che io ne avevo date parecchie alla Santa memoria di papa Giulio. E la risposta di Sua Beatitudine fu che era contento che io me le pigliassi, come feci, et andando un giorno a Palazzo per altre facende ne ringraziai la Santità Sua, come conveniva, dicendole che quelle altre che vi restavono, che erano da 28 o 30, erano la maggior parte fracassate dal freddo e caldo, perché sono state molti anni scoperte e non valevano tre quattrini e Sua Beatitudine rispose che non ne darebbe uno. Con che pigliai ardire di replicarli: se la Santità Vostra me le vuol dar, poiché tutte si guastino, io le farò acconciare e le conserverò ad ogni suo comandamento. E cosI mi furono concesse tutte. Sapendo che alcuni romani officiali del popolo le avevono con certo buon proposito detto che io ne avevo cavate molte e mentre che io l'ho condutte a casa, e che io le facevo acconciare co l'una e l'altra cosa, mi è costa de molti scudi, aspettando che il Signor Principe facesse domandarne qualcuna per via del Reverendissirno Cardinale di Pacecco o altro, e' comparse un mio padre spirituale, al quale io do assai credito per la sua bontà e mi ha consigliato che io non armi la mia casa di simili cose, parendogli che non convengono a' cardinali della mia età e tanto più che il Papa se n'è ancor spogliato. Et io l'ho obedito e già le ho fatte portar tutte in una cantina, dove non vedranno lume per parecchi giorni. Di modo che le cose che allegrano danno ancor molte volte molestia. Tutta questa corte, o per dir meglio gli invidiosi non lasciavono di mormorar e di dir molte cose che non sono, che tutto servirà per aviso a V.S. alla quale mi profero e prego ogni felicità. Di Vostra Illustrissima come fratello il Cardinale Montepulciano. Di Roma il 2 di settembre 1569.

Bibliografia: Barocchi-Gaeta Bertelà 1993, p. 34 nota.